C’è un superstite, un cittadino afghano
È di omicidio plurimo e pluriaggravato l’accusa formulata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nei confronti di due cittadini pachistani, fermati per l’omicidio di tre braccianti, bruciati vivi ad Amendolara, nel Cosentino e il tentato omicidio di un altro uomo, fuggito dalle fiamme. A trovare i cadaveri delle vittime sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti presso una pompa di benzina dopo una segnalazione giunta al numero unico per le emergenze, nella quale si parlava di un veicolo in fiamme. Una volta spento il rogo e rinvenuti i corpi carbonizzati all’interno dell’auto, sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, che ha subito avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto. A confermare l’ipotesi dell’omicidio sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona. Nei video, infatti, si vedrebbero i due fermati bloccare le porte della vettura prima che il mezzo prendesse fuoco, impedendo così alle persone presenti all’interno di mettersi in salvo. Secondo quanto emerso, un cittadino afghano sarebbe però riuscito a sfuggire alla morte rompendo un finestrino e allontanandosi dal veicolo in fiamme. Intervistato dal TGR Calabria, ha parlato di minacce nei suoi confronti e di altri stranieri per costringerli a lavorare senza stipendio.