La difficoltà di conciliare i tempi di vita e di lavoro per le donne è fra le cause principali di incidenti in itinere
A fronte della diminuzione degli infortuni mortali, cresce, tuttavia, il numero complessivo degli infortuni sul lavoro. Alla fine di marzo 2026, le denunce presentate risultano pari a 150.440, contro le 142.843 registrate nello stesso periodo del 2025. L’incremento, in termini percentuali, è del 5,3%; quello in valori assoluti è di 7.597 unità. Sempre in termini assoluti, il settore produttivo con il più alto numero di denunce di infortunio è il manifatturiero, con 15.521 denunce. Seguono la sanità (8.406), le costruzioni (8.011), il trasporto e il magazzinaggio (7.561) e il commercio (7.384). Guardando al genere, le denunce al femminile sono 56.710; di queste, 45.194 sono in occasione di lavoro. In termini percentuali, gli accadimenti in occasione di lavoro rappresentano il 79,7% del totale. Con riferimento alla componente maschile, le denunce di infortunio sono 93.730 in totale, di cui 82.483 in occasione di lavoro. In termini percentuali, si tratta dell’88%. I numeri sembrano confermare un aspetto: la maggiore incidenza degli infortuni in itinere al femminile potrebbe essere strettamente connessa alla difficoltà delle stesse lavoratrici a conciliare i vari aspetti della vita quotidiana, come accompagnare a scuola i bambini, con il lavoro. Sono, infine, 30.369 le denunce di infortunio che hanno riguardano un cittadino o una cittadina straniera; un quinto del totale. La stessa percentuale si ritrova anche negli infortuni in occasione di lavoro, che sono 25.577 su un totale di 127.677.