Teheran condanna raid, rappresaglia dei Pasdaran  

Dapprima i dubbi legati alla possibilità che il memorandum d’intesa presentato ieri dai media iraniani potesse corrispondere a una reale base di accordo tra Washington e Teheran. Poi la doccia gelata dagli Usa, che hanno spiegato come quello non rispecchiasse, in effetti, l’esito delle trattative. Infine, nuovi raid aerei in Iran, la seconda volta in tre giorni, contro siti militari in alcune aree di Bandar Abbas, città costiera iraniana sullo Stretto di Hormuz. Una mossa che Teheran non ha gradito, che anzi ha condannato tramite il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, il quale ha sottolineato che l’Iran «adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità nazionale». A loro volta i Pasdaran hanno annunciato oggi di aver preso di mira una base americana in risposta ai precedenti attacchi. I margini per ulteriori negoziati ci sono ancora, come ha spiegato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma la situazione sembra ancora lontana da una soluzione. Nelle ultime ore sono proseguiti anche i raid delle forze di Israele in Libano, che hanno registrato una nuova impennata contro postazioni legate a Hezbollah, compreso un attacco mirato a Beirut. Stando a quanto riferito dal Times of Israel, l’obiettivo nella capitale libanese era il capo di «una milizia iraniana che opera al fianco di Hezbollah».