Lo rivela l’ultimo “Rapporto Italia” curato dall’Eurispes, registrando un quadro complessivo segnato da una «fragilità diffusa». A mettere particolarmente in difficoltà le famiglie è l’affitto (45,6%)
«Quasi la metà dei cittadini prevede per i prossimi 12 mesi un peggioramento della situazione economica del Paese anche se la condizione economica dei cittadini resta stabile rispetto allo scorso anno». Lo rivela il Rapporto Italia curato dall’Eurispes che ha analizzato e sondato diversi temi, dalla fiducia nelle Istituzioni all’opinione su alcuni dei temi etici più dibattuti fino alla situazione economica delle famiglie e ai consumi. Quello che emerge è un quadro complessivo segnato da una «fragilità diffusa». Diversi fattori – il rapporto cita esplicitamente la guerra in Iran, il rincaro delle materie prime energetiche, le tensioni commerciali internazionali e il possibile rialzo dei tassi d’interesse – «rappresentano una combinazione di rischi che potrebbe invertire i progressi registrati». Secondo il Rapporto, più di sei cittadini su dieci arrivano a fine mese ma con difficoltà e circa un terzo (33,1%) deve usare i propri risparmi. A mettere particolarmente in difficoltà le famiglie è l’affitto (45,6%). Per contenere le spese, vengono rinviati anche acquisti considerati necessari (60,2%), si riducono le uscite fuori casa (54,1%), i viaggi o le vacanze (52,1%), si spende meno per la cura della persona (43,5%), l’aiuto domestico (42,6%), lavori o ristrutturazioni (39,6%). Quasi quattro italiani su dieci, il 38%, ha fatto ricorso al pagamento in nero di alcuni servizi. Una quota analoga ha utilizzato la rateizzazione dei pagamenti (41%) e «si inserisce in questo quadro, con il ricorso a strumenti di dilazione per sostenere spese altrimenti difficilmente gestibili», osserva l’Eurispes. «L’Italia del 2026 è un Paese che si trova dinanzi a una costellazione di crisi che non sono emergenze da gestire con il metodo del rattoppo, ma di nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile», ha commentato il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, osservando che «il nostro sistema valoriale, istituzionale, economico, sociale, demografico è sottoposto a pressioni che esigono risposte e non ammettono rinvii».