Molti gli spunti di “convergenza” emersi ieri, dal tema competitività all’eccessiva burocrazia, durante l’Assemblea di Confindustria

Nell’attuale fase di incertezza dovuta alle crisi geopolitiche, dovrebbe apparire chiaro quanto siano opportune procedure più snelle in ambito socioeconomico, anche in sede comunitaria, al fine di garantire una maggiore flessibilità a sostegno di imprese e famiglie. È da questi pressupposti che il governo ha avviato, ormai da alcune settimane, le trattative con Bruxelles sull’annosa questione del Patto di Stabilità. E in generale non è passata inosservata la convergenza dell’esecutivo con i vertici di Confindustria su molti aspetti che interessano l’UE, durante gli interventi di ieri a Roma in occasione dell’Assemblea generale. Chiarezza sulla competitività e meno burocrazia, è la richiesta degli industriali. «Noi chiediamo – è stato non a caso l’appello anche del premier Giorgia Meloni – che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio, chiediamo l’applicazione del principio di sussidiarietà, che significa che l’Europa si occupi di quello che gli Stati non possono fare da soli e non di quello che gli Stati fanno meglio da soli. Chiediamo priorità sensate e velocità nelle decisioni». «La principale, enorme, fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea. Un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici, contribuendo a spingere il Continente verso un progressivo declino economico e geopolitico», ha spiegato allora il presidente del Consiglio.