di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Ieri la plenaria del Parlamento Ue ha approvato, con 395 voti a favore, 12 contrari e 41 astensioni, la decisione di rendere l’8 agosto la «Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la protezione e la dignità dei lavoratori». Una data non certo casuale, perché ricorda la tragedia di Marcinelle del 1956, quando, nella miniera di Bois du Cazier, a causa di un incendio, morirono 262 minatori, tra i quali la stragrande maggioranza, 136, italiani. Tanto che nel nostro Paese l’8 agosto era già la «Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo». Possiamo rivendicare l’istituzione di questa giornata europea come una vittoria dell’Ugl, perché l’iniziativa nasce da noi attraverso il nostro consigliere Cnel, Fiovo Bitti, che l’ha proposta al Consiglio stesso, raccogliendo un ampio consenso ed in particolare quello del presidente Brunetta, che se ne è fatto alfiere a livello nazionale e internazionale. Soprattutto, però, si tratta di una vittoria dell’Italia, non solo perché l’iniziativa è partita dal nostro Paese, ma a causa del fatto che, individuando proprio l’8 agosto come data simbolo della sicurezza sul lavoro, si riconosce il contributo essenziale offerto dai nostri lavoratori, emigrati tra mille difficoltà negli Stati più ricchi del Nord-Ovest europeo, alla ricostruzione del dopoguerra. Infine, al di là della legittima fierezza per l’appartenenza a questa sigla, che da sempre ha tenuto vivo il ricordo di Marcinelle e delle vittime italiane del lavoro nel mondo, e dell’altrettanto legittimo orgoglio nazionale, il fatto più importante è che l’istituzione di questa data ha lo scopo, oltre che di preservare la memoria, anche e soprattutto di guardare al presente e al futuro per offrire ai lavoratori europei maggiore attenzione e impegno sul fronte della salute e sicurezza, fondamento di un lavoro dignitoso, eppure ancora non del tutto raggiunta. Come dimostrano i dati sugli incidenti, mortali e non, che avvengono in tutta Europa: oltre tremila i decessi annui e quasi tre milioni gli infortuni non mortali, anche se i metodi di conteggio – e questo sarebbe un altro punto da affrontare – non sono uniformi nei vari Stati. Infortuni che si potrebbero evitare con maggiore formazione e rispetto delle norme. Da adesso, nella giornata dell’8 agosto, l’Unione si impegna ufficialmente a svolgere attività di sensibilizzazione sul tema della prevenzione e della sicurezza, con iniziative concrete, nei luoghi pubblici, nelle sedi di lavoro e nelle scuole, nel corso dell’anno, poi, a portare avanti studi sulla sicurezza sul lavoro, in rapporto soprattutto alle nuove tecnologie e ai cambiamenti climatici, e, inoltre, a rafforzare gli sforzi istituzionali sul fronte della riduzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Un modo per onorare concretamente i caduti di Marcinelle e fare in modo che il loro ricordo si trasformi in un futuro migliore per i lavoratori europei.