Nella notte «lunga» telefonata Trump-Netanyahu
La sospensione dell’attacco contro l’Iran non esclude la possibilità di una ripresa del conflitto. Lo stesso presidente statunitense, Donald Trump, non ha chiuso alla possibilità, nel caso in cui le trattative tra le parti coinvolte dovessero registrare uno stop prolungato e dunque mancare il raggiungimento di un accordo. Secondo diversi media internazionali, Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno avuto la scorsa notte una «lunga» conversazione telefonica, anche se ulteriori dettagli non sono stati poi forniti. Il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza degli sviluppi, ipotizza che i nuovi attacchi potrebbero ricominciare «entro pochi giorni», alla luce anche degli scarsi risultati fin qui osservati. Da Teheran, tramite i Guardiani della Rivoluzione islamica, è giunta l’ennesima minaccia, per cui se riprenderanno gli attacchi di Usa e Israele la guerra «si estenderà oltre la regione». La diplomazia resta a ogni modo vigile. Oggi il ministro dell’Interno del Pakistan si è recato a Teheran, ha reso noto l’agenzia di stampa Irna. Mosca, ha dichiarato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, citato dalle agenzie russe, «è pronta a fornire tutta l’assistenza possibile per risolvere questo conflitto». Il presidente cinese, Xi Jinping, il quale in questi giorni sta incontrando l’omologo russo Vladimir Putin, ha definito «inaccettabile una ripresa del conflitto» tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che una sua rapida conclusione «ridurrà gli ostacoli alla stabilità dell’approvvigionamento energetico» e «all’ordine commerciale internazionale».