A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della Sanità. Bruxelles: «Nell’Ue rischio contagio basso»

A stretto giro il numero dei casi di Ebola individuati nell’Africa centrale dovrebbe crescere, a causa del periodo in cui il virus ha circolato prima che l’epidemia venisse alla luce. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, intervenendo in conferenza stampa. Quella in corso nelle regioni africane centrali è «un’emergenza internazionale di Salute pubblica», secondo l’Oms, preoccupata dal fatto che non esistono né vaccini né terapie per la variante del virus Ebola in circolazione, chiamata Bundibugyo, e che finora ha colpito centinaia di persone, uccidendone 139. Numeri probabilmente sottostimati. «Ci sono diversi fattori che giustificano una seria preoccupazione per il potenziale di ulteriore diffusione e ulteriori decessi», ha detto Ghebreyesus. «Ci aspettiamo che questi numeri continuino ad aumentare, dato il lasso di tempo nel quale il virus ha circolato prima che l’epidemia fosse rilevata», ha aggiunto, osservando che «l’epidemia si è estesa, con casi riportati in diverse aree urbane». Inoltre, ha ammesso, «sono stati riportati decessi tra i lavoratori sanitari, indicando una trasmissione associata all’assistenza sanitaria». Le autorità sanitarie internazionali monitorano la situazione che, al momento, non preoccupa l’Europa: il rischio di contagio nell’Unione europea è molto basso, anche per le persone che si recano nella regione, come ha riferito una portavoce della Commissione Ue durante il briefing quotidiano alla stampa.