«Ho scritto una lettera a Giorgetti e ne ho rimandato un’altra ieri. Attendo la risposta: non sono né pessimista, né ottimista»
«Accedere o no al fondo Safe? Questa è una decisione che spetta al Mef». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, chiarisce che un eventuale accesso al fondo europeo “Security action for Europe”, destinato al potenziamento delle capacità industriali e militari – sistemi anti-drone e difesa aerea, munizioni e artiglieria, cybersecurity e Spazio – degli Stati membri dell’Unione europea, deve essere deciso dal ministero dell’Economia. «Ho scritto una lettera a Giorgetti e ne ho rimandato un’altra ieri per sapere qual è la decisione del Mef in merito. Attendo la risposta: non sono né pessimista, né ottimista», ha aggiunto a margine della app della Difesa, ricordando che il tempo stringe: entro fine maggio bisogna firmare i contratti (il nostro Paese ha diritto a una quota rilevante del fondo: circa 15 miliardi). Una risposta ancora non c’è, dunque. Ieri, intervenendo in occasione del “Question Time” alla Camera, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è sbilanciato, osservando che «lo strumento Safe è e resta un sistema di finanziamento non certo a costo zero: si tratta di un prestito che, se ha il vantaggio di consentire una dilazione in avanti nel tempo e tassi vantaggiosi, implica comunque l’obbligo della restituzione e la necessità di sottostare a una serie di regole sostanziali e procedurali che limitano la discrezionalità dei singoli Stati aderenti».