Per Teheran «non c’è altra scelta» che piano in 14 punti

La situazione rimane incerta. Dallo Studio Ovale durante un incontro con la stampa, il presidente statunitense, Donald Trump, ha definito il cessate il fuoco in vigore «in terapia intensiva» dopo l’ultima proposta ricevuta da Teheran – quest’ultima già considerata «totalmente inaccettabile» dall’inquilino della Casa Bianca – per un accordo in grado di mettere fine alla guerra.  Alcuni media statunitensi, tra questi la Cnn, non escludono la ripresa di alcune operazioni mirate in Iran da parte delle forze americane. Nelle scorse ore, Trump avrebbe inoltre incontrato i vertici militari per studiare possibili piani di azione, ma qualsiasi decisione al riguardo, viene fatto notare, è probabile che arriverà soltanto al ritorno dal viaggio in Cina del presidente Usa, in programma dal 13 al 15 maggio. Anche la posizione iraniana rimane piuttosto rigida. «Non c’è altra scelta se non quella di accettare i diritti del popolo iraniano, come delineato nella proposta in 14 punti», ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. «Una delle opzioni a disposizione dell’Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%. Ne discuteremo in parlamento», ha invece ipotizzato, ancora in un post su X, il portavoce della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale e la politica estera, Ebrahim Rezaei.