di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
La questione energetica resta fondamentale per la salvaguardia del nostro sistema economico e sociale e le parole del ministro Gilberto Pichetto Fratin lo confermano: l’Italia è troppo esposta alle tensioni internazionali e alle oscillazioni dei mercati energetici globali. Lo abbiamo verificato con la guerra in Ucraina e adesso con la crisi mediorientale, con il Golfo Persico fornitore del 20% della produzione mondiale di idrocarburi: le tensioni internazionali che coinvolgono gli Stati produttori di energia determinano effetti immediati su famiglie, imprese e occupazione. Il prezzo del petrolio continua a oscillare attorno ai 100 dollari al barile e lo stesso vale per il gas, il cui costo continua a dipendere dalle quotazioni internazionali, mostrando quanto sia fragile l’attuale equilibrio energetico mondiale. Anche con una rapida stabilizzazione del Medio Oriente, serviranno mesi, forse anni, per tornare a una condizione di normalità. Questo significa instabilità dei prezzi, difficoltà per il sistema produttivo e minore competitività industriale, con effetti occupazionali e sociali. Per questa ragione il tema dell’indipendenza energetica deve diventare una priorità nazionale trasversale, che coinvolga politica, imprese e parti sociali, superando le contrapposizioni politiche e le strategie confinate a una singola legislatura, dato che investe il futuro industriale del Paese, la tutela del lavoro e la stessa sicurezza nazionale. L’Italia sta facendo passi avanti importanti sulle rinnovabili, dalle quali per la prima volta, come ricordato dal ministro, arriva metà dell’energia elettrica prodotta nel Paese. Ma questo non basta ancora a garantire prezzi competitivi rispetto ai nostri principali concorrenti europei. Francia e Spagna, infatti, possono contare su costi energetici molto più bassi grazie a un mix che integra nucleare e grandi investimenti nel fotovoltaico. Ecco perché il nucleare di nuova generazione deve entrare senza pregiudizi nel dibattito pubblico italiano, non quello del passato, ma le tecnologie innovative, più sicure, sostenibili e integrate con le energie rinnovabili. L’Italia, del resto, possiede competenze industriali e scientifiche di altissimo livello ed è oggi la seconda manifattura europea di materiali nucleari. Investire in questa filiera significa creare occupazione qualificata, rafforzare ricerca e innovazione, sostenere la competitività delle imprese e offrire energia a costi più accessibili per famiglie e sistema produttivo. Significa anche ridurre la dipendenza da aree del mondo attraversate da conflitti e instabilità permanente. Come Ugl riteniamo che la sicurezza energetica coincida sempre di più con la sicurezza economica e sociale del Paese. Per questo serve una strategia condivisa e di lungo periodo, capace di superare divisioni ideologiche e interessi di parte. La sfida dell’energia riguarda il futuro dell’Italia, il lavoro delle nuove generazioni e la capacità del nostro sistema industriale di continuare a competere nel mondo.