L’Ue ancora non dà via libera all’accordo con gli Usa. Trump ricorda una scadenza. «L’ok ci sarà il 19 maggio», ha promesso l’Ue, pensando alla reazione di Trump

Sono giornate di intense relazioni diplomatiche e non solo in Italia, dove la situazione nello Stretto di Hormuz e la crisi in Libano sono stati i temi al centro dell’incontro tra il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e il nostro presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dei successivi bilaterali tra lo stesso Rubio e i ministri degli Esteri e della Difesa, Tajani e Crosetto. La delicata questione dei dazi, sebbene non sia materia di competenza del Segretario di Stato, è stata ovviamente toccata. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine del bilaterale con il segretario di Stato americano, ha riferito di aver detto a Rubio che «noi non vogliamo guerre commerciali, siamo favorevoli a un grande mercato, Europa, Stati Uniti, Canada, Messico». Quanto all’Europa, gli scambi tra Ue e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono ancora piuttosto tesi. Di nuovo, ma c’era da aspettarselo, il trilogo, cioè il tavolo che riunisce Consiglio, Commissione ed Eurocamera, si è concluso ieri con «progressi sostanziali», ma senza il via libera all’accordo di Turnberry, (dazi statunitensi sulle merci UE a un massimo del 15% su vari settori). Sei ore di intenso negoziato, iniziato nella serata di mercoledì e terminato a notte fonda, non sono bastate ad arrivare alla fumata bianca sull’intesa. «L’ok ci sarà il 19 maggio», hanno promesso le parti, pensando alle reazioni di Donald Trump, il quale non si è lasciato sfuggire l’occasione per battere i pugni sul tavolo. «Se entro il 250° compleanno degli Usa», il 4 luglio, l’Ue non rispetterà l’accordo, «le tariffe schizzeranno immediatamente a livelli ben più elevati», rispetto all’ultimo 15% previsto. Tutto ciò, Trump lo ha detto alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, con cui ha avuto una conversazione telefonica. Tutto sommato, poteva andare anche peggio e, cioè, gli Usa avrebbero potuto ufficializzare la minaccia del 25% ad auto e camion europei. D’altronde, come ha sottolineato il nostro ministro degli Esteri, è altrettanto vero che un rapporto «franco e sereno» è ciò di cui hanno bisogno sia l’Italia sia l’Europa e, allo stesso tempo, anche gli Stati Uniti. Meglio non approfittarne troppo, però.

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