di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
In tema di sicurezza sul lavoro, come purtroppo è ben noto, non bisogna mai abbassare la guardia, anche quando i dati segnalano situazioni in netto miglioramento. Secondo i dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento marzo 2026, si assiste ad un calo delle vittime sul lavoro, in percentuale ovviamente, ma si tratta in ogni caso di numeri inaccettabili e che confermano la necessità di implementare le politiche di prevenzione.
Guardiamo ai numeri. Secondo il dato diffuso dall’INAIL relativo a marzo 2026, si registrano 136 decessi sul lavoro, 10 in meno rispetto ai 146 dello stesso periodo del 2025, pari a una riduzione del 6,8%. È certamente un segnale incoraggiante. Tuttavia, aumentano gli infortuni complessivi, che crescono del 4,4%, passando da 96.944 a 101.163 casi.
Il calo registrato non può farci abbassare la guardia: siamo di fronte a un fenomeno inaccettabile che occorre contrastare con strumenti adeguati e maggiori risorse per evitare il ripetersi di simili tragedie. Sul piano territoriale, le diminuzioni più significative si rilevano nella provincia autonoma di Bolzano (-5), in Abruzzo e Umbria (-4 ciascuna), in Basilicata e Calabria (-3 ciascuna), mentre si registrano aumenti in Sicilia (+4), Veneto (+3) e Sardegna (+2). Tali dati confermano la necessità di implementare le politiche di prevenzione.
Ogni incidente mortale sul lavoro è una ferita per tutta la società e impone di rafforzare i controlli, promuovendo una cultura della sicurezza in tutti gli ambienti lavorativi a partire dai settori più a rischio infortuni. Allo stesso tempo, è fondamentale intervenire con forza contro il lavoro sommerso, una piaga che espone i lavoratori a condizioni prive di adeguate tutele.
Per tutte queste ragioni, l’UGL esprime con assoluta soddisfazione il voto favorevole del Parlamento Europeo, come preannunciato anche ieri, all’istituzione della Giornata europea dedicata alle vittime del lavoro l’8 agosto. È fondamentale sensibilizzare a qualsiasi livello istituzioni, opinione pubblica, imprese e, ovviamente, gli stessi lavoratori, anche in Europa, laddove si dà per scontato che la cultura della sicurezza sia diffusa e più capillare di quella italiana, e quindi attendiamo con fiducia l’esame della plenaria dopo che i deputati della commissione per l’Occupazione e gli Affari sociali hanno approvato la risoluzione, fortemente sostenuta dal Ministro Tajani.
Ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni è, finalmente, il concretizzarsi di un riconoscimento sul quale anche l’UGL, da diverso tempo, ha avviato un’azione di sensibilizzazione nei confronti di istituzioni italiane ed europee.