Lavora solo il 58,2% delle madri con figli piccoli. Quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio
Essere madri e lavoratrici in Italia è ancora una condizione molto complessa. Basterebbe fare il confronto con gli uomini per comprenderlo: tra questi ultimi la paternità è associata a una maggiore occupazione (oltre il 92% dei padri 25-54 anni lavora a confronto del 78.1% degli uomini nella stessa fascia senza figli), mentre per le donne accade l’opposto. Il tasso di occupazione femminile scende dal 68,7% tra le donne senza figli al 63,2% tra le madri con almeno un figlio minorenne, con un calo più marcato al crescere del numero di figli (67% con uno, 58,8% con due o più) e si riduce ulteriormente al 58,2% tra le madri con figli in età prescolare.
È questo il quadro che raccontiamo nell’11° edizione del Rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026”, che Save the Children ha diffuso in occasione della Festa della Mamma e che ha elaborato attraverso il suo “Polo Ricerche”.
Si diventa madri sempre più tardi: l’età media al parto ha raggiunto i 32,7 anni e le madri sotto i 30 anni rappresentano una minoranza. Solo il 2,9% delle donne tra 20 e 29 anni è madre e appena il 6,6% dei giovani in quella fascia d’età è genitore. Tra le donne 18-24 anni, appena il 14,8% prevede una maternità entro tre anni, percentuale che cresce nella fascia 25–34 anni fino al 41,6%. Secondo il rapporto, «in questa fascia non essere mamma non è solo una scelta, ma spesso una necessità: quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio». Inoltre, il 32,6% delle donne 25-54enni con figli minori lavora part-time, e in oltre un caso su dieci si tratta di part-time involontario (11,7%)
Tutto si collega: nel 2025 le nascite sono scese a circa 355 mila, con un calo del 3,9% in un solo anno. Il tasso di fecondità si è fermato a 1,14 figli per donna, ben al di sotto della media europea.