Dopo gli ultimi ritocchi, gli incentivi all’occupazione sono pari a 965 milioni in tre anni
Con la pubblicazione in gazzetta ufficiale, avvenuta nel pomeriggio del 30 aprile, il decreto-legge Primo Maggio inizia a produrre i suoi effetti. Nella sua versione definitiva, il provvedimento urgente si è ridotto rispetto alle bozze circolate nelle giornata immediatamente precedenti alla convocazione del Consiglio dei ministri. In particolare, sono uscite dal decreto alcune norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, compresa la copertura assicurativa in favore dei caregiver, che, verosimilmente, potrebbe essere recuperata nel corso dell’iter di approvazione del disegno di legge Locatelli. Il decreto-legge Primo Maggio è composto di cinque capi per un totale di diciannove articoli. La prima parte del provvedimento è dedicata agli incentivi all’occupazione in favore di donne, giovani, residenti nella Zes Unica per il Sud e per la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato. Previste anche misure per il welfare. La seconda parte è riferita al salario giusto, con il forte richiamo alla contrattazione collettiva, mentre la terza contiene delle misure di prevenzione e di contrasto del caporalato digitale. Il capo IV regolamenta la questione del versamento del trattamento di fine rapporto maturato nel corso del 2026 al fondo di tesoreria. Il decreto-legge 62/2026 si chiude con le disposizioni finanziarie. Gli oneri sono quantificati in 965 milioni in tre anni.