di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
La Festa dei Lavoratori come momento non solo di celebrazione, ma anche e soprattutto di analisi e di proposta per migliorare concretamente il mondo del lavoro italiano. È con questo spirito che l’Ugl affronta, anche quest’anno, la ricorrenza del Primo Maggio, mettendo al centro una visione chiara: conoscere le dinamiche economiche del mondo contemporaneo e quindi governare il cambiamento per tutelare e rilanciare il lavoro. Oggi la prima iniziativa in occasione della Festa, con la presentazione del Rapporto realizzato insieme alla Luiss Business School sul comparto manifatturiero, pilastro dell’economia nazionale, attraversato da profonde trasformazioni, sia legate al contesto geopolitico che al cambiamento dei processi produttivi, che impongono una riflessione seria su criticità e opportunità. In questo contesto, il capitale umano torna ad essere la leva decisiva ed è per questo che investire in competenze, formazione e qualità dell’occupazione diventa una necessità strategica sia a fini di inclusione sociale, che anche di crescita economica. Da qui nasce l’idea di un nuovo Patto Sociale: un’alleanza concreta tra istituzioni, imprese e rappresentanza del lavoro, capace di accompagnare le transizioni in atto senza lasciare indietro nessuno. Perché le trasformazioni che viviamo non sono astratte, ma incidono già oggi sulla vita delle persone e sull’organizzazione del lavoro. La giornata di domani, Primo Maggio, invece, si articolerà in quattro eventi, che avranno luogo in quattro grandi città, dal Nord al Sud dello Stivale, per affrontare altrettanti snodi cruciali, alla presenza sia dei nostri dirigenti e rappresentanti sindacali, che anche di ospiti illustri e rappresentanti delle Istituzioni. A Milano si parlerà di energia, tema centrale per la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo, con l’obiettivo di una transizione capace di coniugare autonomia energetica, sviluppo dell’economia e tutela dell’occupazione. A Reggio Calabria si affronterà il fenomeno del lavoro frammentato, che interpella il sistema delle tutele e richiede risposte nuove e adeguate, anche puntando sulla formazione permanente. A Bari il focus sarà sui cambiamenti demografici, destinati a ridisegnare profondamente il mondo del lavoro. Infine, a Roma, guarderemo al lavoro aumentato, dove l’intelligenza artificiale diventa uno strumento al servizio della creatività e non un fattore di sostituzione del lavoro umano, perché la tecnologia, se utilizzata con un approccio orientato al sociale, può rappresentare un’opportunità straordinaria di crescita e inclusione. Il Primo Maggio così torna al suo significato originario: un momento di riflessione per una migliore difesa del lavoro, fondamento della società, ma che, per continuare a esserlo, deve evolversi, adattarsi e crescere insieme alle trasformazioni in corso, da governare affinché siano sempre socialmente sostenibili.