Giorgetti: «Paese indebitato non è totalmente libero»

Via libera di Camera e Senato alla risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica. Dopo trattative nel centrodestra nel merito della questione, come riferiscono le agenzie di stampa, alla risoluzione è stata infine integrata la richiesta di interlocuzioni con l’Unione europea per l’attivazione delle clausole di salvaguardia, vale a dire la possibilità di richiedere anche la sospensione del Patto di stabilità alla luce dell’attuale contesto economico, caratterizzato soprattutto dal caro energia innecscato dal blocco dello Stretto di Hormuz nell’ambito della guerra in Iran. «Il testo della risoluzione l’ho validato io, quindi vuol dire che era condiviso», ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dopo l’ok del Senato alla risoluzione sul Dfp. Nella replica durante la discussione alla Camera, Giorgetti aveva invece ricordato che «il paese ha il debito pubblico più elevato in Europa, questo è un dato da cui partire e non si può ignorare la realtà». Per cui, il suo ragionamento, «un paese indebitato non è totalmente libero, dipende da questo vincolo che non si può ignorare». «Noi dobbiamo scrivere delle previsioni che sono realistiche e quello che abbiamo scritto oggi e che presentiamo oggi al Parlamento sul Pil – le parole di Giorgetti –, non è un Pil gonfiato per darci possibilità di spendere o fare cose elettorali. Abbiano semplicemente scritto che il Pil, che certifica oggi l’Istat, è già acquisito per lo 0,5%, quindi se non succede niente nei prossimi tre trimestri, cioè se non si va in recessione, quello è un dato acquisito, che in qualche modo fa riferimento a quello utilizzato per il calcolo dei nostri conti e delle nostre previsioni». Intanto il governo è al lavoro per affrontare nell’immediato il caro energia. In questo senso la riunione di questo pomeriggio del Consiglio dei ministri interviene, tra le altre misure, sulla proroga al taglio delle accise. Che stavolta sarà più contenuto e orientato a un maggiore equilibrio, come già aveva anticipato il premier Giorgia Meloni nei giorni scorsi («Stiamo facendo una valutazione di non operare il taglio in maniera orizzontale. La benzina mediamente è aumentata del 6%, il gasolio del 24%, potrebbe essere un taglio che impatta di più sul prezzo del gasolio»), ma in ogni caso finalizzato a mitigare le difficoltà emerse nelle ultime settimane.