Così il premier commenta l’approvazione del pagamento della nona rata comunicata dalla Commissione europea. Ieri ok del Cdm al decreto lavoro
«Con l’approvazione del pagamento della nona rata, legata al conseguimento di 50 obiettivi, l’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del PNRR per risorse ricevute e risultati raggiunti: 416 traguardi e obiettivi, tra riforme e investimenti strategici per la crescita, con ricadute concrete su famiglie e imprese. Il modello italiano del PNRR ha segnato il passaggio da una logica di spesa a una cultura delle riforme e degli investimenti strutturali. È questa la strada che guiderà le politiche di sviluppo dopo il 2026, per un’Italia più forte, coesa e protagonista nelle sfide globali». Con queste parole, il premier Giorgia Meloni, ha commentato la valutazione positiva comunicata dalla Commissione europea al pagamento della nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro, che porterà nelle prossime settimane a 166 miliardi di euro il totale delle risorse complessivamente ricevute dall’Italia, confermando il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi programmati. Dal referendum al più recente caso Minetti, ogni situazione è stata presa a pretesto dall’opposizione per attaccare l’esecutivo, sostenendone un fantomatico immobilismo. Ma la verità è che l’azione di governo sta proseguendo priva di interruzioni, come del resto ha potuto dimostrare anche l’approvazione del decreto legge in materia di lavoro, con l’ok arrivato ieri in Consiglio dei ministri, alla vigilia del 1 maggio. «Dopo gli interventi sul cuneo, sugli incentivi e sulla sicurezza sul lavoro – ha spiegato Meloni dopo il via libera al dl –, quest’anno ci concentriamo sulla qualità del lavoro e sulla tutela dei salari più bassi. Abbiamo stanziato quasi un miliardo di euro per rinnovare importanti incentivi all’occupazione, a partire da quelli destinati all’assunzione di giovani under 35, donne e lavoratori dell’area ZES». Quanto all’ipotesi della proroga del taglio delle accise, misura allo studio per affrontare il caro energia e che potrebbe essere varata a stretto giro, il premier ha spiegato nella conferenza stampa al termine del Cdm di martedì che il nuovo provvedimento sarà con ogni probabilità «più breve dei precedenti» e riguardare più il gasolio che la benzina, «per avere un impatto meglio distribuito».