IA, più diffusa nel settore finanziario

Mentre, secondo l’Istat, dal report ICT relativo al 2025, l’Italia è agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, secondo un’indagine condotta dall’OCSE, diffusa oggi, sul tema dell’innovazione connessa con l’IA nel settore finanziario italiano, emerge che quest’ultima è sempre più diffusa nel settore finanziario italiano: sperimentazione e adozione stanno crescendo velocemente, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale generativa.
Tra i principali settori finanziari, quello assicurativo presenta la più alta percentuale di impiego dell’IA (70% degli intervistati), seguito dal settore bancario (59% degli intervistati). Il tasso di adozione dell’IA da parte degli operatori dei mercati finanziari è del 31%. Tra le finalità più importanti sono presenti l’analisi dei dati e la generazione e la sintesi di contenuti testuali, mentre gli altri casi d’uso comunemente segnalati riguardano l’antiriciclaggio/il contrasto al finanziamento del terrorismo (anti-money laundering/counter financing of terrorism, AML/CFT), l’individuazione e la prevenzione delle frodi, nonché l’assistenza alla clientela (chatbot).
La maggior parte dei casi d’uso di GPAI riportati rimane nella fase di sviluppo e sperimentazione, a indicare un’intensa attività esplorativa. Gli operatori dei mercati finanziari stanno compiendo progressi nella sperimentazione dell’IA e si aspettano di ampliarne l’utilizzo nelle aree principali connesse con i mercati finanziari. I gestori di portafogli hanno segnalato quasi 1.000 casi d’uso dell’intelligenza artificiale in fase di sperimentazione o produzione, dato inferiore solo a quello relativo alle banche.