Hegseth licenzia il segretario della Marina Usa

I colloqui di Islamabad tra Stati Uniti e Iran restano un punto interrogativo. Sembravano pronti per mercoledì, in linea con la prima scadenza del cessate il fuoco, per poi essere rinviati a data da destinarsi per il rifiuto di Teheran di prendere parte alle riunioni tra delegazioni. Nella giornata di ieri i media statunitensi hanno rilanciato l’ipotesi di negoziati venerdì, ma non sono necessariamente le tempistiche sulla durata della tregua (come sottolineato nelle scorse ore dalla Casa Bianca, per cui non è stata fissata, al momento, una scadenza all’estensione annunciata nelle ultime ore) a impensierire l’amministrazione Usa. In un colloquio telefonico con Fox News, Trump ha sottolineato di non avere una fretta dettata dai prossimi appuntamenti elettorali, spiegando che «la politica, incluse le elezioni di midterm, non influirà sui tempi». A tenere banco negli Stati Uniti è anche il licenziamento del segretario della Marina, John Phelan, da parte del capo del Pentagono, Pete Hegseth, al termine di mesi di tensioni tra i due. Secondo le informazioni raccolte dal Wall Street Journal, a pesare sono state le relazioni troppo strette di Phelan con Trump, scavalcando in alcune discussioni lo stesso segretario alla Difesa. Per quanto riguarda la situazione a Hormuz, un funzionario iraniano – citato da diversi media – ha fatto sapere che i primi introiti dai pedaggi imposti nell’ambito della guerra con Stati Uniti e Israele «sono stati depositati sul conto della Banca centrale».