S&P Global: il PMI composito è scivolato a 48,6 punti da 50,7 di marzo
Il valore più basso degli ultimi 17 mesi quello toccato ad aprile dal PMI composito della produzione dell’Eurozona, scivolato a 48,6 punti dai 50,7 di marzo. A impattare negativamente sull’indice generale è stata soprattutto la performance negativa del settore terziario, mentre il comparto manifatturiero ha registrato un rialzo, anche grazie alle scorte. Più nel dettaglio, nel terziario l’attività economica ha riportato la prima contrazione in quasi un anno, peraltro al ritmo più sostenuto da febbraio 2021 (62 mesi). «Con la guerra in Medio Oriente – spiega il rapporto realizzato da S&P Global -, le pressioni inflazionistiche hanno continuato a crescere, segnalando i più forti tassi di rialzo in tre anni sia per i prezzi di acquisto che di vendita. Il conflitto ha anche causato gravi disagi sulla catena di distribuzione, con il settore manifatturiero che ha registrato i ritardi maggiori sui tempi di consegna da metà 2022. Allo stesso tempo la fiducia si è affievolita e l’occupazione è lievemente diminuita». Commentando i dati, il Chief Business Economist Chris Williamson, ha spiegato che «ad aprile, il conflitto ha contribuito a un declino dell’attività economica, accompagnato da un’impennata dell’inflazione. Contestualmente, le diffuse carenze di offerta minacciano di frenare ulteriormente la crescita e di esercitare una pressione crescente sui prezzi nelle prossime settimane». In questo scenario, ha aggiunto «la BCE dovrà decidere se aumentare i tassi d’interesse per contrastare l’inflazione, oppure considerare questo picco dei prezzi come temporaneo e concentrarsi invece sull’evitare una recessione più profonda».