di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Presentato ieri al Cnel il XXVII Rapporto sul mercato del lavoro e la contrattazione collettiva – approvato all’unanimità, elemento significativo – nell’ambito del quale è stata effettuata la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi, concludendo il percorso realizzato dalla Commissione informazione del Consiglio, presieduta da Michele Tiraboschi. Un passaggio importante per il futuro delle relazioni industriali italiane, che introduce finalmente una base dati chiara e condivisa, capace di restituire trasparenza e ordine al sistema della contrattazione. Da questa riorganizzazione è emerso che, all’interno del migliaio circa di contratti depositati presso il Consiglio, quelli di portata sostanziale e sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confsal sono poco più di un centinaio, arrivando a coprire la quasi totalità dei rapporti di lavoro nel settore privato, mentre gli altri, che operano al di fuori del perimetro della rappresentanza, hanno un’applicazione pressoché nulla e si riferiscono solo allo 0,4% dei rapporti di lavoro privati. Altro dato: il grado di copertura della contrattazione collettiva sottoscritta da almeno un’organizzazione sindacale aderente alle confederazioni principali raggiunge la quasi totalità dei lavoratori del settore privato, precisamente il 99,7%, con 28 Ccnl “maggiori” che arrivano da soli a coprire l’80% dei lavoratori privati. Un risultato che, pur in assenza di un meccanismo legale di efficacia erga omnes, testimonia la solidità e l’inclusività delle relazioni industriali italiane. Significativi sono poi i dati sui rinnovi contrattuali: oltre quattro milioni di lavoratori coinvolti nel 2025 e una crescita delle retribuzioni superiore all’inflazione. Un segnale positivo, che tuttavia non esaurisce le criticità nei rinnovi e la necessità di un’ulteriore crescita delle retribuzioni, mentre è stato calcolato che la contrattazione decentrata attualmente è applicata al 55,1% dei dipendenti nelle aziende sopra i 10 addetti, perimetro da ampliare e nel quale inserire anche il tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. L’Archivio riorganizzato diventa così uno strumento strategico: la semplificazione del quadro contrattuale italiano consente, infatti, un migliore monitoraggio della situazione, rafforza il ruolo degli stessi Ccnl e fornisce linee di indirizzo chiare. Come sottolineato dal nostro consigliere Fiovo Bitti, rappresenta una sfida positiva per un sindacato che voglia essere moderno, propositivo, corretto e radicato nei luoghi di lavoro, rafforzando la rappresentanza sindacale a livello aziendale e puntando sulla partecipazione, e che si concentri, oltre che sull’aspetto retributivo, anche sul tema delle competenze, della formazione e dell’innovazione, ambiti nei quali la contrattazione collettiva può svolgere un ruolo determinante.