di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

La partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese è la strada maestra per rafforzare la coesione economica e sociale. L’Ugl lo sostiene convintamente dalla sua fondazione, considerando il modello partecipativo come uno dei suoi riferimenti ideali. Uno strumento finalizzato a valorizzare il capitale umano, migliorare la qualità del lavoro e rafforzare la democrazia economica in un contesto di competitività e crescita, riconoscendo il lavoro come parte attiva nei percorsi decisionali e organizzativi. Oggi, poi, ancora di più, dato che ci troviamo in una fase di profonda trasformazione dei processi produttivi. Per fare in modo che le aziende realizzino questo modello, dopo l’approvazione della legge 76/2025, che ha dato finalmente attuazione all’articolo 46 della Costituzione, servono strumenti concreti che valorizzino e premino le buone pratiche partecipative. In questo contesto si inserisce l’iniziativa del Cnel, ed in particolare della sua Commissione per la partecipazione, di assegnare degli appositi bollini, un attestato di riconoscimento utile dal punto di vista reputazionale, alle aziende pubbliche e private che abbiano attuato esperienze concrete di partecipazione. Ora sono stati assegnati i primi “marchi di qualità” Cnel a tre imprese molto diverse fra loro sia per dimensioni che per forma giuridica – la prima una grande società privata, la seconda una cooperativa e la terza una società a partecipazione pubblica – accomunate dall’aver adottato forme di partecipazione efficaci e riproducibili: Assicurazioni Generali, Forlì Ambiente e ASM Rieti, anche grazie all’impegno del nostro sindacato. Nell’attribuire questi riconoscimenti, il Presidente del Cnel, Renato Brunetta, ha giustamente ricordato che l’impegno comune deve essere quello di diffondere la partecipazione dei lavoratori in tutto il mondo produttivo italiano, anche alla luce di alcuni dati che chiariscono l’utilità di questo modello: attualmente, infatti, circa un quarto dei lavoratori italiani non si  sente coinvolto nella vita aziendale, il che evidenzia una criticità strutturale che incide sul benessere organizzativo e quindi sulla produttività. Per colmare questo gap, la partecipazione può diventare una leva strategica, trasformando il lavoro da semplice esecuzione a contributo consapevole e responsabile. In Europa esistono già da tempo esperienze avanzate di partecipazione, soprattutto nei Paesi del Nord, dove la presenza dei lavoratori nei consigli di amministrazione è consolidata. L’Italia finalmente si sta muovendo in un percorso di riallineamento che può rafforzare il sistema produttivo e migliorare la qualità delle relazioni industriali, superando le logiche conflittuali per costruire un modello cooperativo e moderno. Bisogna proseguire su questa strada, mediante informazione, formazione e un adeguato sostegno alle buone pratiche, come il bollino Cnel, un esempio da replicare.