Secondo Bruxelles, il solo aumento dei prezzi, innescato dal blocco dello Stretto di Hormuz, non è sufficiente a giustificare un mancato rimborso

Il mancato risarcimento da parte delle compagnie aeree per la cancellazione di un volo può essere giustificato esclusivamente dalla «carenza di carburante», mentre il solo aumento dei prezzi, innescato dal blocco dello Stretto di Hormuz, non è sufficiente. Lo ha precisato il commissario europeo per i Trasporti e il Turismo sostenibile, Apostolos Tzitzikostas, intervenendo in una video call con i ministri dei Trasporti europei, incluso Matteo Salvini. Secondo la Commissione europea, che sta mettendo a punto un pacchetto di linee guida per le compagnie aeree in caso di eventuali carenze di carburante dovute alla crisi in Iran, al momento la situazione è sotto controllo, anche se esposta a numerosi rischi che potrebbero modificare lo scenario in pochissimo tempo. Per questo, Bruxelles sta considerando la possibilità di introdurre un obbligo per i Paesi membri di mantenere scorte minime di carburante per aerei. «Dobbiamo essere pronti ad affrontare eventuali shock futuri», ha detto Tzitzikostas, spiegando anche che «qualsiasi rilascio nazionale di carburante dovrà avvenire in piena trasparenza per evitare distorsioni del mercato». «Bene l’Ue, anche se la normativa è già chiara. I viaggiatori avranno diritto sia al rimborso che alla compensazione pecuniaria se non saranno avvisati in tempo utile», è stato il commento dell’Unione nazionale dei consumatori.