Giorgetti: «Non vediamo circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale». E sullo scostamento: «Muoverci da soli? Non lo escluderei»

Non esclude di «fare da soli» sullo scostamento in caso di un mancato intervento dell’Europa, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «Siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione. Abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare, non possiamo dargli l’aspirina». Giorgetti ha parlato così durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026, che lima le stime di crescita. «Nel Dfp – ha illustrato lo stesso ministro – abbiamo adeguato il Pil per il 2026 e 2027, che scende nel 2026 dallo 0,7 allo 0,6%, nel 2027 dallo 0,8 allo 0,6% e nel 2028 dallo 0,9 allo 0,8%». Per quanto riguarda il deficit, «nel 2026 sale dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8% e poi nel 2028 dal 2,3% al 2,5%». «Non vediamo circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale, quindi le previsioni, validate dall’Ufficio parlamentare di bilancio, sono già oggi discutibili ma, nelle prossime settimane, meritevoli probabilmente di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti», ha osservato Giorgetti. Oggi è stato anche il giorno in cui l’Eurostat ha confermato che il deficit-Pil dell’Italia è al 3,1%. «Come diceva Boskov rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d’accordo o no, ma sono queste le regole del gioco. A me l’uscita dal deficit interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026, dopo assolutamente meno», il commento del ministro.