Avrebbe fatto parte delle milizie di Kraijina

La Polizia di Frontiera di Civitavecchia ha arrestato un uomo di 58 anni di cittadinanza serbo-croata perché accusato di crimini di guerra e genocidi commessi nel corso della guerra nei territori della ex Jugoslavia. L’uomo, spiega la Polizia di Stato in un comunicato stampa, risulta essere destinatario di un mandato d’arresto europeo dal 2026, quando un filone d’indagine ha permesso di individuare centinaia «di uomini facenti parti delle organizzazioni paramilitari colpevoli di operazioni di pulizie etniche nei territori della repubblica balcanica». In particolare, il 58enne, avrebbe fatto parte dei gruppi paramilitari della Sao Kraijina che «operarono nei territori della autoproclamata Repubblica serba di Kraijina, durante la guerra serbo-croata». Secondo le motivazioni che accompagnano il mandato di cattura spiccato lo scorso anno, si sarebbe reso responsabile «di atti violenti, di deportazioni e di uccisioni compiute per costringere le autorità della Repubblica di Croazia, proclamata il 25 giugno 1991, a rinunciare alla propria indipendenza dalla Jugoslavia, dalla Serbia e dalla Bosnia Erzegovina». Recluso inizialmente nella casa circondariale di Civitavecchia, è stato poi trasferito in un’altra struttura in attesa dell’estradizione in Croazia.