Hormuz, nuovo appuntamento a Islamabad

Sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e sulle trattative che dovrebbero portare a ripristinare una situazione essenziale per la tenuta dell’economia occidentale, l’unica certezza al momento è il caos. Nessuno si sbilancia, nessuno fa previsioni.
Qualche fonte ha dubitato persino del fatto che le delegazioni di Usa e Iran, dopo giorni di braccio di ferro, saranno guidate dal vicepresidente americano J.D. Vance e dal capo del Parlamento iraniano Ghalibaf. Ma entrambe sono attese in Pakistan per un nuovo round di negoziati. Anche perché, secondo fonti americane riportate dal quotidiano La Repubblica, il vicepresidente americano dovrebbe essere in partenza per oggi, ora americana, mentre i media iraniani riportano che la delegazione iraniana non è ancora partita. Invece, poi, altre fonti (Axios e Ansa) hanno diffuso la notizia che «Khamenei ha autorizzato la delegazione iraniana a partire per Islamabad»; d’altronde i mediatori pakistani, egiziani e turchi hanno esortato gli iraniani a partecipare all’incontro.
Il clima è tutt’altro che sereno, mentre fioccano reciproche minacce. Da una parte, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che avverte: «L’Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte», mentre Axios, citando una fonte «ben informata». Dall’altra, l’agenzia Tasmin che ha diffuso le dichiarazioni del comandante del Comando di Khatamolanbia, Ali Abdollahi, secondo il quale «le forze armate iraniane, con la loro superiorità, non permetteranno al presidente americano, bugiardo e illuso, di sfruttare la situazione e di creare false narrazioni sulla situazione bellica, soprattutto per quanto riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz».