Carburanti, l’Ue pensa ad aiuti di Stato fino al 50% per trasporti e agricoltura. Strumento già testato durante la pandemia e la crisi ucraina. Ma sufficiente?
Bruxelles si è messa al lavoro per definire gli ultimi dettagli del piano che arriverà o dovrebbe arrivare il 22 aprile: i governi, stando alla bozza che ha visionato e pubblicato l’ANSA il 15 aprile, potranno coprire fino al 50% dei costi extra legati all’aumento di carburanti e fertilizzanti, con un raggio d’azione che coinvolge settori chiave e si estende dai trasporti su strada e marittimi fino all’agricoltura per rispondere alle conseguenze economiche innescate dalla crisi in Medio Oriente. Un intervento – il secondo dopo il ritocco all’Ets per contenere la volatilità dei prezzi – non inedito, cioè già utilizzato in altre circostanze, come per la crisi dovuta al Covid-19, e sulla linea tracciata dalla presidente Ursula von der Leyen, che, però, tende a favorire chi dispone di maggiori margini di bilancio, come ad esempio la Germania; non di certo l’Italia con il suo debito pubblico. Non sono tutti d’accordo, ovviamente, sulla misura: alcuni paventano il rischio di ripristinare, come in passato, una rete di sicurezza troppo corta e sbilanciata. Geograficamente, l’Europa è divisa in due: i Paesi membri del Mezzogiorno, con l’Italia in testa, spingono per aiuti più consistenti per tutelare le economie locali dai rincari, come ad esempio la sospensione del Patto di Stabilità, mentre quelli del Nord sono decisamente più cauti e orientati a preservare i meccanismi del mercato interno, per evitare distorsioni della concorrenza. Il raggio d’azione degli aiuti di Stato, che si concentreranno sull’industria energivora e conterranno misure più incisive, potrebbero contemplare la possibilità per gli Stati di arrivare a coprire fino al 70% della riduzione del prezzo medio annuo all’ingrosso dell’energia, oltre il tetto del 50% previsto dal Clean Industrial Deal. Prevista anche una deroga temporanea, senza nuovi vincoli sulla decarbonizzazione, pensata per scongiurare interruzioni a una produzione già sotto forte pressione. A maggio arriverà anche un intervento mirato sul nodo bollette, che comunque resta di competenza dei governi nazionali, con misure per il taglio di imposte e oneri non energetici e un riequilibrio fiscale: meno tasse sull’elettricità, maggiore pressione sui combustibili fossili.
Salvini, la deroga «non basta, è un pannicello caldo».
Così il vicepremier Matteo Salvini in conferenza stampa a Milano, sottolineando che i vertici Ue «devono dire che i soldi degli italiani l’Italia li può usare per aiutare gli italiani»
L’Anci a Pichetto: «preoccupazione per costi energia»
L’Anci a Pichetto «forte preoccupazione per i costi dell’energia», «i Comuni sono il termometro dei territori, vedono prima di altri le difficoltà delle famiglie e delle comunità»