Una novità per tutelare meglio i lavoratori e rendere più efficiente il sistema contrattuale
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Tra le misure sul mondo del lavoro a cui sta lavorando il Governo nel Decreto Primo Maggio, una tra le più significative riguarda l’introduzione di un aumento automatico per legge della retribuzione per i lavoratori del settore privato, destinato a scattare nel periodo di transizione in attesa del rinnovo di un contratto scaduto. Una novità rilevante, capace di incidere direttamente sulle buste paga e di spingere concretamente le aziende a rispettare i tempi, segnando un cambio di passo importante. Oggi, infatti, la vacanza contrattuale rappresenta una sorta di zona grigia: una fase teoricamente temporanea, ma spesso destinata a protrarsi ben oltre ogni ragionevole limite, con effetti concreti e negativi sulle retribuzioni. Lo dimostra, ad esempio, lo sciopero dei giornalisti, che oggi si astengono dal lavoro come forma di protesta contro un contratto fermo da dieci anni. Una situazione che la nuova disciplina potrebbe contribuire a prevenire, garantendo maggiore equità. Il meccanismo che l’Esecutivo intende introdurre prevede, infatti, che, dopo sei mesi dalla scadenza del contratto, scatti un’integrazione salariale parametrata all’inflazione, che le aziende dovranno corrispondere in busta paga. Un aumento che sarebbe inizialmente pari al 30% del tasso d’inflazione programmato applicato ai minimi retributivi, per poi salire al 60% dopo un anno di mancato rinnovo, e cessare al momento della firma del nuovo contratto e dell’introduzione degli aumenti definitivi. La misura, se approvata, troverebbe immediata applicazione, includendo tutti i contratti del settore privato già scaduti al momento dell’entrata in vigore del provvedimento. Un sistema che richiama l’indennità di vacanza contrattuale, ampliandone, però, portata ed efficacia, dato il suo valore universale, legale ed automatico, con l’obiettivo di evitare, in tutto il settore privato, che il protrarsi delle trattative si traduca in una significativa perdita del potere d’acquisto dei redditi da lavoro, introducendo un principio di equità e giustizia sociale. Per evitare che i ritardi diventino strutturali e dare un impulso alle imprese sul fronte del rispetto di un rinnovo tempestivo dei contratti, senza intaccare ed anzi rafforzando al contempo il ruolo delle parti sociali e rendendo più efficiente l’intero sistema della contrattazione collettiva, in una prospettiva di modernizzazione del mercato del lavoro e di maggiore tutela della dignità professionale.

Il ruolo del RLS
Oggi, a Macerata, presso la Sala Consiliare della Provincia, l’Ugl ha organizzato, nell’ambito delle proprie attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, un convegno dal titolo “Sicurezza, la Responsabilità degli RLS”, con la partecipazione di esponenti delle istituzioni, del mondo del lavoro e di esperti nella materia, sul ruolo di questa figura, centrale nelle imprese, eletta o designata dai lavoratori per rappresentarli in materia di salute e sicurezza, così come previsto dal D.Lgs. 81/08.