Con la ripresa dei colloqui per un secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran sempre più probabile, il presidente Usa, Donald Trump, ritiene possibile una fine del conflitto a breve, forse addirittura per la fine del mese. L’inquilino della Casa Bianca ha risposto così a Sky News Uk sull’ipotesi di una fine della guerra prima della visita di Stato negli Stati Uniti di re Carlo e della regina Camilla dal 27 al 30 aprile. In un’altra intervista, stavolta a Fox News, Trump ha riferito di aver scritto una lettera al presidente cinese Xi Jinping per esortarlo a non inviare aiuti militari alle forze iraniane e Pechino ha risposto dicendo «che essenzialmente non lo sta facendo». Nel frattempo la Cina, tramite il portavoce del ministero degli Esteri, ha affermato di «accogliere con favore tutti gli sforzi che contribuiscano a un cessate il fuoco e alla cessazione delle ostilità». Pechino ha quindi espresso sostegno al Pakistan «nel facilitare un cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran», elogiando poi Islamabad «per aver svolto un ruolo di mediazione equo ed equilibrato». Le circostanze confermano a ogni modo la dimensione internazionale del conflitto in Medio Oriente, con diversi attori interessati a una soluzione rapida, viste le conseguenze economiche già visibili in molti casi. Parlando al Parlamento turco, il presidente Recep Tayyip Erdogan è tornato ad accusare Israele. «Sappiamo bene che non vuole questo negoziato e si oppone al cessate il fuoco», le sue parole.