Così il vicepremier, che sottolinea: «Non è qualche caduta di stile a mettere in discussione i rapporti con gli Stati Uniti»
«Ho dato la mia solidarietà a Verona alla premier Meloni. C’è totale sostegno al governo e alla presidente del Consiglio da tutti i punti di vista. È chiaro che quando attacchi il Papa o Meloni per me sei da condannare in un caso e nell’altro». Con queste parole il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato l’attacco del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rivolto al premier Giorgia Meloni durante un colloquio telefonico con il Corriere della Sera. E l’indomani l’inquilino della Casa Bianca ha rilanciato il suo punto di vista in un’intervista con Fox News: Con Giorgia Meloni «non abbiamo più lo stesso rapporto». Il motivo rimane il contesto del conflitto con l’Iran e il mancato aiuto a suo dire dei paesi Nato, tra cui appunto l’Italia, per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Ed è su questo punto che Salvini – il quale ha parlato con i giornalisti nella sede della Lega di via Bellerio a Milano, dove ha presentato la Manifestazione dei Patrioti, in programma sabato nel capoluogo lombardo – ha osservato che «la guerra, stando a Trump, è già finita parecchie volte, e non è ancora finita». «Se andasse avanti alcune settimane, sarebbe impensabile investire miliardi in sicurezza e difesa e non investire altrettanti soldi per luce, gas e gasolio», ha aggiunto. Certo, sullo sfondo restano le relazioni tra Roma e Washington, che non sono a rischio. «Siamo saldamente ancorati all’alleanza dei paesi liberi democratici e occidentali. Non è qualche caduta di stile di queste ore a mettere in discussione i rapporti con gli Stati Uniti», il ragionamento del vicepremier. «Ciò non vuol dire – ha poi sottolineato al riguardo – che non possiamo avere sensibilità diverse nella maggioranza. Prima finisce il conflitto tra Ucraina e Russia, in Libano e Siria, meglio è per tutti». E proprio sul capitolo Ucraina oggi il presidente del Consiglio Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, impegnato in questi giorni in un tour europeo nell’ambito del conflitto con la Russia. Sulle parole di Trump è intervenuto oggi anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un evento a Palazzo Giustiniani. «Non c’è niente di insanabile – ha osservato La Russa, citato dalle agenzie di stampa – perché Meloni e il governo italiano sanno benissimo che anche nei rapporti di amicizia la chiarezza è d’obbligo. Giorgia Meloni, come cattolica e come presidente del Consiglio, non può e non avrebbe mai potuto stare in silenzio di fronte a un atteggiamento nei confronti del Papa come quello che si è verificato da parte del presidente Trump».