Parte il dibattito su quale modello sia meglio sotto il profilo economico e sociale
Una audizione fatta per evidenziare costi e benefici piuttosto che per avere una indicazione definitiva. È questo il senso dell’audizione presso la Commissione attività produttive della Camera dei deputati che hanno avuto nella giornata di martedì i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Oggetto del dibattere, l’annosa questione dell’utilità o meno dell’ora legale. Davanti a tre possibili strade, vale a dire lasciare l’attuale modello, tornare indietro a prima del 1916 quando tutte le attività erano regolate con i normali cicli stagionali e quindi all’ora solare stabile oppure fissare le lancette dell’orologio un’ora avanti per tutto l’anno. Il dibattito è partito dall’Europa, dove il tema dell’ora solare – ora legale è vissuto con esigenze diverse a seconda della latitudine, in seguito ad una consultazione pubblica che ha visto oltre l’80% dei partecipanti chiedere l’impiego dell’ora solare. Le quattro sigle sindacali hanno provato ad evidenziare i benefici e i possibili costi derivanti dalle tre scelte, avendo come punto condiviso il fatto che la decisione, quale che sia, dovrebbe essere presa di comune accordo fra i partner europei, per evitare disallineamenti che possono creare notevoli disagi sotto vari profili, dai trasporti alle telecomunicazioni, alla finanza. Grande attenzione è stata riposta sul contrattazione collettiva e sulla regolamentazione dei tempi delle città.