Trump attacca il Papa, «uomo debole». Leone XIV: «Cerchiamo di finire con le guerre». Critiche rivolte al Papa da parte di leader politici non sono un fatto inedito nella storia

Giornalisticamente parlando, la questione è trattata come uno scontro d’altri tempi tra papato e una, anzi la più grande, potenza del mondo. Di vero c’è che le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, scritte sul suo profilo social “Truth” sono state piuttosto forti. Riferendosi a Papa Leone XIV lo ha definito «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica — e tutte le altre organizzazioni cristiane — hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose» e poi «non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare». In realtà, Papa Leone non ha mai detto di ritenere accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare, ha semmai tentato di difendere il popolo iraniano. Non è certamente la prima volta che due “grandi potenze”, l’una spirituale e l’altra temporale, si fronteggiano, ma è, di sicuro, la prima in cui a farlo sono due americani, i quali, nel perseguire i loro obiettivi, dimostrano la stessa determinazione e la stessa caparbietà. Così Papa Leone XIV, sul volo verso Algeri, ha risposto alle domande dei giornalisti sulle critiche del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Non ho paura dell’amministrazione Trump. Non sono un politico, non devo dibattere con lui (Trump, ndr). Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi». Spiegando ancora una volta con grande chiarezza che «troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore. Lo dico per tutti i leader del mondo, non solo lui: cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione», aggiungendo che nel viaggio apostolico in Africa porterà «il messaggio della Chiesa, il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace».

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