I responsabili sarebbero due uomini di 57 anni
I carabinieri di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due uomini di 57 anni, pregiudicati, e ritenuti responsabili, a vario titolo, in concorso tra loro, di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso e di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Gli arresti di oggi arrivano in seguito ad un fascicolo d’indagine su un omicidio rimasto irrisolto per oltre un decennio: i fatti risalgono all’ottobre del 2013, quando un imprenditore edile di Pulsano (in provincia di Taranto) venne ucciso in un agguato armato mentre rientrava a casa. Secondo le indagini, la vittima era a bordo della sua auto, quando è stata raggiunta da dieci colpi di arma da fuoco da un soggetto che ha fatto poi perdere le proprie tracce. «Per anni – spiega l’Arma -, quell’omicidio era rimasto avvolto da zone d’ombra, complice un contesto ambientale fortemente omertoso e la capacità degli autori di sottrarsi alle indagini. Oggi, è stato possibile ricostruire il gravissimo fatto di sangue, nonché delinearne il movente e attribuirne le responsabilità ai due odierni destinatari della misura cautelare, individuati quale mandante – a capo di un gruppo criminale – ed esecutore materiale», uno dei quali già in carcere perché arrestato nel corso di un altro blitz dei carabinieri.