Le reazioni della politica alle parole di Trump nei confronti del Santo Padre. Ma dall’opposizione il “solito” pretesto per criticare governo e maggioranza

L’attacco del presidente statunitense Donald Trump a Papa Leone XIV ha suscitato le reazioni (vedi l’articolo in primo piano de La Meta Serale di oggi) dell’intero arco parlamentare italiano, un coro di confermati apprezzamenti per l’opera del Santo Padre nella ricerca del dialogo tra gli Stati e la soluzione per vie pacifiche delle controversie. Pur con qualche lieve distinguo, perché pezzi di opposizione – da Giuseppe Conte e Angelo Bonelli a Matteo Renzi – non hanno perso tempo per cercare un’improbabile sponda per attaccare il governo. Ma non si capisce bene perché, dato che dagli esponenti della maggioranza e di governo le posizioni al riguardo sono apparse subito chiare. «Papa Leone è una guida spirituale per miliardi di cattolici ma, al di là di questo, se c’è una persona che si sta spendendo per la pace è Papa Leone e quindi attaccarlo non mi sembra cosa intelligente e utile da fare», ha osservato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenuto a Telelombardia. «Rispetto, amore e affetto», sono stati poi espressi dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione del viaggio apostolico di Leone XIV in Africa. «Nutro grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. Un uomo forte, determinato, che parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa. Credo e condivido profondamente il suo pensiero, lo dico da cristiano, quando dice che la pace è un fatto che riguarda l’impegno di ciascuno di noi», ha invece dichiarato l’altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un punto stampa da Beirut.