Lo schema di decreto conferma la strategia lanciata con le leggi di bilancio

Al netto dei possibili cambiamenti che potrebbero intervenire in corso d’opera, le prime bozze circolate dello schema di decreto legislativo, in attuazione della delega al Governo prevista dalla legge 144/2025, sembrano confermare la volontà dell’esecutivo di dare continuità alla strategia avviata fin dall’ingresso a Palazzo Chigi. Come noto, anche se, a volte, poco pubblicizzato, l’esecutivo ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale e contributivo per i redditi fino a 40mila euro e ha rivisto le aliquote Irpef, due misure che, da sole, hanno un effetto redistributivo verso il basso di oltre 20 miliardi di euro annui. Con l’ultima legge di bilancio, in aggiunta, sono state rafforzate le misure a sostegno della contrattazione collettiva, in particolare sulla parte legata ai premi di produttività, alla partecipazione agli utili e agli istituti di flessibilità oraria previsti dalla contrattazione collettiva, trovando, peraltro, il sostegno di Ugl e Cisl. Per quanto emerso finora, l’idea è quella di rendere strutturali questi interventi che, altrimenti, scadrebbero fra il 31 dicembre di quest’anno e del 2027. Nello specifico, le misure rese strutturali sono quelle relative alla detassazione degli incrementi salariali legati ai rinnovi, all’aliquota sostitutiva all’1% sui premi di produttività e all’aliquota al 15% sugli straordinari e il lavoro nei festivi e nei giorni di riposo.