Il disegno di legge 1825, presentato dal Ministro della salute, Orazio Schillaci, di concerto con i colleghi Giancarlo Giorgetti (economia), Roberto Calderoli (affari regionali e autonomia) e Carlo Nordio (giustizia), è finalizzato ad implementare il livello della tutela della salute (è espressamente citato l’articolo 32 della Costituzione), sulla base dei principi di equità e continuità delle cure, con attenzione specifica all’umanizzazione delle cure. Il Governo, ai sensi dell’articolo 1, è, quindi, delegato ad intervenire entro il 31 dicembre 2026 con uno o più decreti per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del modello organizzativo, come definito dal decreto legislativo 502/1992, relativo al Servizio sanitario nazionale, istituito con legge 833/1978. Il comma 2 e il comma 3 del medesimo articolo 1 del disegno di legge 1825, indicano la procedura con la quale sono adottati i decreti legislativi, mentre il comma 4 prevede uno o più decreti correttivi entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi. Il disegno di legge presenta della finalità condivisibili. Al netto di questa considerazione, è evidente che la declinazione dei singoli interventi deve essere preceduta ed accompagnata da un costante confronto con il sindacato, sia a livello nazionale che sul territorio, una richiesta che è arrivata dai rappresentanti e dalle rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sentiti al Senato.