Lo ha reso noto l’Osservatorio Asaps-Sapidat, osservando che il dato relativo al primo trimestre è in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Dal primo gennaio, 120 persone sono state investite e hanno perso la vita sulle strade italiane. Si trattava perlopiù di uomini e oltre la metà del totale aveva oltre 65 anni. Lo ha reso noto l’Osservatorio Asaps-Sapidat, osservando che nel primo trimestre di quest’anno a perdere la vita sono stati 116 pedoni, il 9,4% in più rispetto ai 106 dello stesso periodo dell’anno scorso. Torniamo ai numeri. Analizzando i dati, emerge che 79 pedoni erano uomini e il resto donne (41). Sessanta (la metà del totale) avevano più di 65 anni. Nel dettaglio, i decessi sono stati 47 a gennaio, 29 a febbraio, 40 a marzo. A livello territoriale, poi, la Lombardia è la regione con il maggior numero di vittime (16, di cui una a Milano). A seguire troviamo Lazio (13, di cui 6 a Roma), Piemonte (12), Veneto (12), Campania (10), Toscana (9), Liguria (8), Puglia (8), Emilia Romagna (7), Sicilia (6), Calabria (5), Umbria (4), Marche (3), Friuli Venezia Giulia (3), Abruzzo (2) e Sardegna (2). In quasi la metà dei casi mortali, l’investimento si è consumato mentre il pedone attraversava la strada servendosi delle strisce: ben 58 su 120 (il 48,3%). A dimostrazione che il problema non è esclusivamente l’imprudenza dei pedoni, ma anche una grave mancanza di attenzione (o velocità eccessiva) da parte dei conducenti in prossimità degli attraversamenti. Tredici sono gli episodi di pirateria stradale, con il responsabile fuggito senza prestare soccorso, l’ultimo dei quali avvenuto a Vicenza a fine marzo.