Così il vicepremier durante un intervento nella sede della Stampa estera. Meloni e altri leader: «Negoziare una fine rapida e duratura della guerra»
«Non c’è allo studio nessun piano sul razionamento di carburante, né sulla chiusura di scuole, uffici, fabbriche e negozi». Quanto al razionamento di carburante, «in questo momento non voglio neanche prenderlo in considerazione». Parola del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. E nella medesima direzione, ha quindi aggiunto, la possibilità di un ricorso massiccio allo smart working in questo momento «non è da prendere in considerazione». Intervenendo nella sede della Stampa estera, Salvini ha dunque escluso qualsiasi misura, tra le tante ventilate nelle scorse ore in caso di proseguimento della guerra in Iran. La tregua annunciata nella notte da Donald Trump è una notizia positiva oltre che «una boccata di ossigeno per il nostro sistema», per dirla con l’atro vicepremier, Antonio Tajani, su X. Questo non significa che la crisi innescata dal conflitto sia del tutto scongiurata, ma di certo è un passo in avanti. Salvini ha riferito anche di aver sentito i ministri Urso e Giorgetti, a proposito di caro carburante: «È chiaro che il costo dei carburanti è direttamente legato a quello che accade in Medio Oriente. Come le compagnie sono molto rapide in caso di aumento del costo del petrolio ad aumentare i prezzi alla pompa, mi auguro che, visto il crollo di queste ore del prezzo al barile, ci sia un’altrettanta diminuzione alla pompa». Riguardo il conflitto delle ultime settimane, se da una parte, intanto, Tajani assicura che «anche l’Italia continuerà a fare la sua parte affinché nelle prossime due settimane si finalizzino gli accordi», dall’altro il premier Giorgia Meloni ha sottoscritto una dichiarazione con il presidente francese Emanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer, il premier canadese Mark Carney, la prima ministra danese Mette Frederiksen, il primo ministro dei Paesi Bassi Rob Jetten, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio UE Antonio Costa, attraverso cui i leader accolgono «con favore il cessate il fuoco di due settimane concluso tra Stati Uniti e Iran». «L’obiettivo ora – si legge nella nota diffusa anche da Palazzo Chigi – deve essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere raggiunto solo attraverso mezzi diplomatici. I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».