«Un’intera civiltà potrebbe morire stanotte»
Un ultimatum che potrebbe essere quello definitivo, da parte del presidente statunitense, Donald Trump. E uno scenario che appare ancora incerto, senza una data, almeno presunta, di fine ostilità: è questo il quadro che emerge dalle ultime ore del conflitto contro il regime iraniano di Stati Uniti e Israele. Le parti hanno in pratica respinto al mittente le relative proposte per mettere fine alla guerra e, stando alle parole di Trump, Washington è disposta ad attendere una risposta convincente di Teheran sul piano Usa e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz entro le 20 di martedì (le 2 in Italia), dopodiché le forze americane provvederanno a distruggere in maniera rapida le infrastrutture strategiche dell’Iran, dalle centrali elettriche ai ponti. «Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata indietro – ha scritto Trump su Truth –. Non voglio che accada, ma probabilmente accadrà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di straordinariamente rivoluzionario, chissà? Lo scopriremo stanotte, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo». In precedenza, stavolta su X, il presidente iraniano Pezeshkian aveva affermato che «più di 14 milioni di iraniani hanno dichiarato la propria disponibilità a sacrificare la propria vita. Anche io sono stato, sono e rimarrò pronto a dare la mia vita per l’Iran».