S&P: nel 2026 PIL Italia a +0,4%. BCE: nel 2026 su inflazione Eurozona
Lo scenario “meno favorevole” provocato dallo scoppio della guerra in Iran ha portato l’agenzia di rating Standard&Poor’s a rivedere al ribasso le stime di crescita per l’Italia, portandole ad un +0,4% nel 2026 e ad un +0,8% nel 2027, mentre le previsioni formulate a gennaio indicavano rispettivamente un +0,8% ed un +0,9%. Riviste al ribasso anche le attese per l’Eurozona, da un +1,2% ad un +1% nel 2026 e da +1,4% a +1,2% nell’anno a seguire. Ancora più pessimista, in questo caso, la Banca Centrale Europea, che nel Bollettino Mensile, pubblicato oggi, spiega che «gli esperti prevedono una crescita economica pari in media allo 0,9 per cento nel 2026, all’1,3 nel 2027 e all’1,4 nel 2028». «Ciò – si legge – implica una revisione verso il basso, in particolare per il 2026, che rispecchia gli effetti a livello mondiale della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia». In rialzo invece le attese sull’inflazione: secondo l’Eurotower nello scenario di base si stima ora che l’inflazione complessiva si attesti in media al 2,6% nel 2026, al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. La rivisitazione al rialzo. Legata prettamente all’impatto che i rincari dei beni energetici avranno sull’inflazione a breve termine, mentre «le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra, nonché dal modo in cui le quotazioni dei beni energetici influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia». La BCE, comunque, assicura che si «trova in una posizione favorevole per affrontare tale incertezza».