Il successore sarà nominato in occasione dell’Assemblea straordinaria elettiva, programmata per il 22 giugno
Gabriele Gravina si è dimesso dalla presidenza della FIGC, la Federazione italiana giuoco calcio, a un paio di giorni di distanza dalla mancata qualificazione della Nazionale italiana al prossimo Mondiale. La decisione è stata annunciata nel corso di un incontro con i presidenti delle componenti federali in via Allegri, a Roma. Il successore di Gravina, che guidava la Federazione dal 2018, sarà nominato in occasione dell’Assemblea straordinaria elettiva, programmata per il 22 giugno, nella Capitale. Tra i papabili, spiccano l’ex presidente del CONI, Giovanni Malagò, sostenuto dai club di Serie A, e Giancarlo Abete, già presidente della FIGC dal 2007 al 2014. Alcune indiscrezioni riportate dalla stampa sostengono che ad avere qualche chance sono anche il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, e l’ex calciatore Demetrio Albertini. Quello di Gravina è un passo indietro inevitabile che chiude una parentesi impreziosita dal successo dell’Italia a Euro 2020, ma macchiata da due mancate qualificazioni ai Mondiali. Decisamente troppo per un movimento calcistico come quello italiano che adesso è chiamato a una profonda rivoluzione per rilanciarsi e tornare competitivo. «Le società investano sui settori giovanili, facciano giocare i talenti italiani», ha detto, ad esempio, il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, in un’intervista rilasciata al “Corriere dello Sport”. Secondo il numero uno della UEFA, Aleksander Čeferin, che oggi ha difeso Gravina deresponsabilizzandolo dalla debacle azzurra, gran parte delle colpe andrebbe attribuita ad altri: «Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa…».