L’Italia manca i Mondiali per la terza volta. La Russa, «vorrei ct “impossibile” Mourinho e almeno 4 italiani in campo». Lotito lancia raccolta firme per dimissioni Gravina. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, chiede una risposta più centrata da parte della Federcalcio, spingendo anche l’ipotesi di un commissariamento della Figc

Una delusione non del tutto inaspettata, ma non per questo meno cocente. L’Italia, per la terza volta consecutiva, è stata eliminata agli spareggi e non parteciperà ai mondiali 2026 in Messico, Canada e Stati Uniti d’America. Stessa cosa già accaduta in Russia nel 2018 e in Qatar nel 2022. Teatro del terzo fallimento è stata Zenica, in Bosnia, in uno stadio non esattamente di “ultima generazione”, il “Bilino Polje”, del quale gli spalti sono anche i balconi dei palazzi circostanti con tanto di tifo espresso anche con fumogeni. Sì, una vera e propria “tana del lupo”, ma i veri campioni devono saperla affrontare. Invece al “Bilino Polje” l’incubo è diventato realtà e, fatto ancora più umiliante per giocatori e tifosi, ai rigori. Il rigore trasformato da Bajraktarevic ha fatto esplodere di gioia una nazione intera che la Bosnia torna così a giocarsi i Mondiali dopo 12 anni di assenza. L’Italia ora deve ripartire, sì, ma da dove? La soluzione non è semplice, in primis perché il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha deciso di restare al suo posto e stessa cosa ha chiesto di fare al ct della nazionale, Rino Gattuso, così come al direttore sportivo, Gianluigi Buffon. In seconda, ma non marginale, battuta, perché la questione da sportiva si sta trasformando in politica. Tant’è che in una conferenza stampa, a caldo, piuttosto criticata, Gravina ha dichiarato: «Per me la parte tecnica è da salvaguardare al 100%, per quanto la parte politica ci penseremo in consiglio federale straordinario per la settimana prossima. Faremo delle valutazioni interne». Il che vuol dire: niente dimissioni immediate, ma soltanto delle riflessioni a freddo, «in attesa da capire come muoversi verso un futuro che appare incerto e pieno d’insidie».