Sensibile calo della disoccupazione giovanile, anche se resta il nodo inattività

Gli occupati si riducono su base mensile, ma il saldo su base annua rimane ancora positivo. Secondo i primi dati Istat, a febbraio, gli occupati sono calati di 29mila unità, con uno scivolamento verso la disoccupazione piuttosto che verso l’inattività. Il risultato è che il tasso di occupazione scende dello 0,1%, a fronte di una crescita di egual valore per il tasso di disoccupazione generale (5,3%). Le dinamiche interne alle varie classi sociali e di età evidenziano, però, nello stesso periodo, una sensibile riduzione del tasso di disoccupazione giovanile, che scende al 17,6%. Allargando lo sguardo, nei tre mesi (dicembre 2025 – febbraio 2026, l’occupazione comunque cresce (+20mila unità) rispetto al trimestre immediatamente precedente (settembre-novembre 2026). In valori assoluti, l’occupazione è in crescita pure su base annua, grazie alla componente femminile (+13mila). L’aspetto che preoccupa è lo scivolamento dalla disoccupazione all’inattività, aspetto più volte richiamato dalle segreterie generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Resta in piedi la questione della stabilizzazione degli incentivi all’occupazione e della loro modulazione possibile. Tornando ai numeri, gli occupati sono 24 milioni e 149mila, di cui 16 milioni e 430mila dipendenti con contratto a tempo indeterminato e 2 milioni e 432mila lavoratori subordinati con contratto a termine. Gli autonomi sono 5 milioni e 287mila.