Iran attacca petroliera al largo di Dubai
«A tutti quei paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell’Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza; numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo». Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth. «Dovrete imparare a combattere da soli – ha poi aggiunto Trump –, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi. L’Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio». Le dichiarazioni del presidente statunitense giungono in un momento molto particolare della guerra contro il regime iraniano, che sta registrando l’arrivo di soldati statunitensi in Medio Oriente, nella prospettiva – di cui si parla già da alcuni giorni – di una possibile operazione di terra in caso di un mancato raggiungimento di un accordo con Teheran per mettere fine alla guerra. Nelle ultime ore l’Iran è tornato a colpire obiettivi in altri paesi vicini, in cui si segnala una petroliera al largo di Dubai e un impianto di energia elettrica in Kuwait. Di contro, i media locali hanno riferito di esplosioni nella stessa capitale iraniana e nelle città di Isfahan e Zanjan, mentre l’esercito israeliano ha fatto sapere di avere reagito ai missili lanciati dall’Iran in direzione del proprio territorio. Sirene antimissile sono risuonate anche a Gerusalemme.