La precisazione del governo dopo la decisione di negare la base agli Stati Uniti: «Linea coerente e già condivisa con il Parlamento. Con Usa rapporti solidi»
La decisione, riferita dapprima dal Corriere della Sera, di non concedere agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella – una notizia relativa a qualche sera fa, ma fin qui tenuta riservata –, ha innescato immediate reazioni politiche. Tutte, in teoria, a favore della fermezza italiana nell’ambito del conflitto contro il regime iraniano, in principio non concordato nelle sedi internazionali, ma che a ben vedere nascondono critiche più o meno velate nei confronti del governo, o pungoli che però sembrano non tenere conto degli accordi tra le parti. Da Giuseppe Conte («Un atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione. Ora il governo faccia un passo in più anch’esso dovuto: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi considerato che quegli americani e israeliani sono attacchi armati condotti in palese violazione del diritto internazionale») ad Angelo Bonelli («Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro paese»). Sull’accaduto e sulle relazioni con gli alleati il governo ha chiarito la sua posizione. «In riferimento alle notizie di stampa sull’utilizzo delle basi militari – è quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi –, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere. La linea dell’esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica». «Ogni richiesta – spiega Palazzo Chigi – viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il governo continuerà pertanto a operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale».