L’apporto dei nuovi residenti stranieri (+188 mila) compensa il saldo naturale negativo. Nel 2025 nuovo minimo storico per i nati: sono solo 355 mila
Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente in Italia è pari a 58 milioni 943 mila, stabile rispetto all’anno precedente (636 unità in meno). Lo rende noto l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, osservando che «le dinamiche demografiche sono in stretta continuità con quanto osservato negli anni recenti: l’Italia rimane un Paese nel quale una dinamica migratoria molto positiva riesce a contrastare un ricambio naturale ampiamente negativo e nel quale la popolazione continua a invecchiare». Rispetto al 1° gennaio del 2025 la popolazione residente di cittadinanza straniera è aumentata di 188 mila unità, raggiungendo i 5 milioni e 560 mila, perlopiù residenti al Nord (3 milioni 230 mila individui), con un’incidenza sulla popolazione complessiva del 9,4%. Il trend demografico è influenzato inevitabilmente dal calo delle nascite: secondo i dati ancora provvisori, nel 2025 i nati residenti in Italia sono 355 mila (-3,9% su base annua), 6,0 ogni mille abitanti (erano 6,3 nel 2024, 9,5 per mille nel 2005). Un calo che ha coinvolto anche la componente straniera – un nato su otto ha cittadinanza straniera (48mila), pari al 5,6% in meno sul 2024 -, che negli anni precedenti aveva contribuito ad attenuare la discesa demografica che non riguarda esclusivamente l’Italia, ma anche molti Paesi europei. Quello italiano è un caso che, proprio a causa di una diminuzione della fecondità di lungo corso, «presenta oggi una struttura della popolazione in età riproduttiva che incide fortemente sul numero di nati». «Il calo delle nascite, infatti, oltre a essere determinato dalla diminuzione corrente della fecondità, è causato dalla progressiva riduzione del numero di potenziali genitori», aggiunge l’Istat.