«Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche»

Quella del leader di Forza Italia Antonio Tajani è una voce onesta che non nasconde le conseguenze della sconfitta referendaria consumatasi esattamente sette giorni fa. «Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi», ha ammesso il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, intervistato in video collegamento da Bruno Vespa durante il “Forum della Cucina italiana” che si tiene nella masseria Li Reni a Manduria. Tra le conseguenze, però, un ritorno alle urne non è in programma: «Nessuno pensa a elezioni anticipate», ha assicurato Tajani, osservando che «si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopo voto». Specialmente in un contesto come quello attuale, caratterizzato dai conflitti che incendiano l’Europa e il Medio Oriente: «Adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la crisi energetica possa interferire con le imprese, ridurre la pressione fiscale e continuare ad aumentare il Pil ed evitare contraccolpi», ha detto il vicepremier, che insieme al resto della maggioranza assiste ai tentativi dell’opposizione di trovare una sintesi sui diversi dossier per creare una coalizione unitaria da contrapporre al centrodestra. Tentativi vani, al momento. Troppi punti di vista, troppo distanti. Emblematiche le differenze sul sostegno all’Ucraina, emerse nuovamente nel weekend, nel corso della convention organizzata da +Europa che ha provato a fissare i paletti di un’alleanza progressista. Gli aiuti a Kiev sono imprescindibili per +Europa, controproducenti secondo il Movimento 5 Stelle. E questa è solo una delle tante differenze che agitano l’opposizione.