di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Da un punto di vista sindacale, è necessario affrontare l’evoluzione tecnologica, e le conseguenti trasformazioni dei processi produttivi e della domanda di lavoro, con un atteggiamento costruttivo. Per minimizzare i danni e cogliere le opportunità positive, facendo in modo che le innovazioni generino crescita economica e migliori condizioni di lavoro, grazie anche al ruolo del dialogo sociale e della contrattazione collettiva. Servono formazione, investimenti, buone relazioni industriali. La sfida non è semplice perché, oltre al già preoccupante tema dell’impatto occupazionale, le ICT, e in particolare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, stanno anche causando delle criticità inedite dal punto di vista della tutela dei diritti dei lavoratori. Se ne parla oggi sul Sole 24 Ore, citando un caso specifico accaduto recentemente all’interno dell’azienda Amazon Italia. Il Garante della Privacy, infatti, con un provvedimento dello scorso febbraio, dopo un’ispezione d’ufficio nello stabilimento reatino di Passo Corese, ha vietato l’uso, da parte della stessa azienda, di una piattaforma che monitorava le centinaia di addetti del sito. Un algoritmo, tramite i meccanismi di rilevazione delle presenze, oltre a segnalare le assenze, registrava anche i colloqui con i lavoratori e raccoglieva una serie di dati personali dei dipendenti: dall’eventuale attività sindacale, con adesione a scioperi e mobilitazioni, ai rapporti con i colleghi, dallo stato di salute alla vita privata, comprese relazioni familiari e amicali, problemi personali e hobby. Non solo: questi dati erano conservati in una sorta di “schedatura”, durante tutto l’arco della vita lavorativa e anche fino a dieci anni dopo la fine del rapporto di lavoro, con l’accesso a tali schede consentito a vari soggetti del management aziendale. Oltre a ciò, erano presenti sistemi di osservazione, con telecamere installate nei pressi dei servizi igienici e delle aree di ristoro, ufficialmente per motivi di sicurezza, ma capaci di controllare gli accessi degli addetti a queste zone. Il Garante ha rilevato delle violazioni consistenti al Gdpr, il Regolamento Ue 2016/679, al Codice della privacy e allo Statuto dei Lavoratori. Ora, con un provvedimento urgente, è stato disposto lo smantellamento di questo sistema di controllo, con sanzioni in caso di inosservanza, e sono possibili anche ulteriori determinazioni al termine dell’istruttoria. L’azienda chiaramente difende il proprio operato e annuncia la massima collaborazione, ma al di là del singolo caso, il tema è importante. Se da un lato le nuove tecnologie, se ben utilizzate, possono dar vita a miglioramenti importanti nella produttività e nell’organizzazione del lavoro, non bisogna sottovalutarne i lati più preoccupanti, come, appunto, la capacità di realizzare livelli di monitoraggio impossibili in precedenza. Compito del sindacato contemporaneo è vigilare sul rispetto delle regole, per evitare una deriva pericolosa.