Il tema, quanto mai centrale ed attuale, viste le conseguenze del conflitto in Medioriente, della transizione energetica, così come emerso dalle risposte al questionario erogato dalla Universitas Mercatorum nell’ambito dell’Osservatorio Lamp, restituisce un quadro in parte incoraggiante, ma sicuramente ancora interlocutorio. Una quota significativa di imprese, infatti, dichiara di aver avviato azioni di riduzione dei consumi e, in diversi casi, di aver investito in soluzioni tecnologiche orientate all’efficientamento energetico. Circa il 77% delle imprese intervistate ha adottato almeno un’azione di riduzione dei consumi nel biennio 2023-2024, percentuale che si attesta al 71% se si escludono gli interventi sull’illuminazione, tradizionalmente considerati tra i più immediati e meno complessi dal punto di vista tecnico e burocratico. Allo stesso tempo, il 29% ha installato impianti da fonti di energia rinnovabile nel medesimo biennio, spesso integrati con pompe di calore o con interventi sull’involucro edilizio, mentre il 16% ha attivato colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Analizzando tali dati possiamo dedurre che le MPMI dimostrano una crescente attenzione verso l’innovazione energetica, testimoniando come una parte del tessuto imprenditoriale stia cogliendo il valore economico e strategico dell’efficientamento. Tuttavia, emerge chiaramente che le imprese tendono a privilegiare soluzioni con iter burocratici relativamente semplici e tempi di ritorno dell’investimento percepibili nel breve periodo.